Vergogna Radicale
Pubblicato da SocietàCritica il 15 ottobre 2011 · 2 commenti
Per comprendere meglio la situazione italiana e la cronaca politica di questi giorni basta ricorrere alla saggezza popolare. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico recita un proverbio. L’incapacità di Berlusconi di dare una risposta minimamente credibile ai gravosi problemi italiani forse è umana, mentre la sua perseveranza nel rimanere abbarbicato alla poltrona chiedendo ormai settimanalmente voti di fiducia è sicuramente diabolica.
La mamma dei cretini è sempre incinta, sentenzia un altro vecchio detto popolare. Nel caso dei radicali la mamma porta il nome di Emma Bonino mentre il padre si chiama Marco Pannella.
Un arnese obsoleto della politica italiana, la cui drammaticità risiede nel non comprendere di aver fatto il proprio tempo e di essere postumo a se stesso.
Avevamo apprezzato la scelta della pattuglia radicale ( eletta nella fila del PD), di rimanere in aula giovedì scorso durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio. Si trattava di una eccezione rispetto all’insieme dell’opposizione, che aveva deciso per il mini Avventino. Le eccezioni ci piacciono e vanno rispettare, soprattutto quando ci si distingue in onore delle istituzioni. La libertà di scelta è inoltre il sale della democrazia. Mentre le discussioni interne ai partiti arricchiscono in maniera sana il dibattito pubblico. Fin qui era tutto chiaro e lineare.
Quello che invece ha combinato ieri il drappello pannelliano in Parlamento non può essere perdonato e va rubricato come capitolo a parte del manuale sull’autolesionismo politico.
Quando infatti ieri il radicale Marco Beltrandi ( lo stesso che salvò il governo sul voto della scorsa primavera sull’election day, ed il medesimo che fece approvare in piena campagna elettorale la delibera ammazza talkshow) ha pronunciato il proprio no alla fiducia dinanzi al banco della Presidenza, i parlamentari che avevano risposto alla prima chiama, votando sì, erano solamente 297. Cifra ben lontana dai 315 voti necessari a Pdl e Lega per ottenere la maggioranza assoluta dell’assemblea. I radicali con il loro comportamento hanno mandato in fumo, forse consapevolmente la strategia messa in atto dalle opposizioni che mirava a far mancare il numero legale della seduta, elemento indispensabile per certificare la presenza di una maggioranza autosufficiente.
La loro scelta di votare comunque la fiducia, in difformità degli altri colleghi di opposizione, ha generato un “effetto traino” che ha determinato il risultato finale di 301 a 316 voti a favore della maggioranza.
Una sconfitta per tutti. La maggioranza non è abbastanza forte per andare avanti, l’opposizione si è divisa al suo interno, danno per l’ennesima volta un’immagine di rissosità. Ed il capolavoro è purtroppo da ascriversi alle oscure strategie di Marco Pannella.
Il pd pur marcando la distanza ormai incolmabile con il partito di via Torre Argentina, ha fatto sapere che forse il loro voto non è stato decisivo. Resta comunque l’amarezza per un comportamento dissennato, volto a rompere la compattezza dell’opposizione che ha regalato un altro trionfo di carta
pesta a Silvio Berlusconi.
La verità, che purtroppo si perde nei meandri della retorica di Pannella, e nell’onanismo mentale dei Radicali, è una. Gli italiani vogliono sbarazzarsi al più presto del più indecente governo della storia repubblicana. Ogni mezzo lecito e democratico deve essere messo in atto per raggiungere questo obiettivo. Senza nessuna esitazione o alibi. Se Pannella non capisce questa dato semplice ed elementare è tempo che veramente si faccia da parte, finirebbe per offuscare le storiche vittorie sul divorzio e sull’aborto ottenute dal suo movimento negli anni ’70.
Si dice che forse il ministro della Giustizia Nitto Palma, abbia offerto ai radicali un’apertura sull’amnistia per garantirsi la loro non ostilità. Stando ai fatti quindi i radicali rimangono tra i pochi italiani che credono ancora alle promesse di Berlusconi e dei suoi ministri. O Forse il maestro supererà di nuovo l’allievo che Marco Pannella sia pronto ad iscriversi al Pdl come fece poco tempo fa Daniele Capezzone?
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la verità mi sembra molto più semplice di quanto ci possa apparire.
I radicali ha fatto una vergognosa stupidaggine, tanto più imperdonabile quanto più scandalosa è la situazione in cui viviamo. Hanno bruciato la loro credibilità sull’altare del loro futile protagonismo. Qualche minuto sui telegiornali, il loro momento di gloria.
CHE SCOMPAIANO per sempre!
Concordo in pieno mio caro Anto, la loro scomparsa cmq è già iniziata da un pezzo.