La Binetti: “ non esistono privilegi su Ici e Chiesa”. Da che pulpito viene la predica?

La papessa della politica italiana Paola Binetti che dopo un lungo trascorso nel Pd e’ tornata al suo alveo naturale l’UDC ( unione dei democratici cristiani e di centro) ha dichiarato, ad una trasmissione di radio24 ”La Chiesa paga l’Ici in modo documentato, non gode di nessun tipo di privilegio. Chi solleva la questione dell’Ici vuole fare solo una campagna denigratoria sulla Chiesa. Chi denuncia irregolarita’ deve fare nomi e cognomi altrimenti deve stare zitto.

Lo Stato anzi dovrebbe ringraziare la Chiesa per quello che fa”. La pia Paola a differenza di Paolo di Tarso (che nel Cristianesimo vide la luce della verita’) sembra ottenebrata nel difendere il verbo di Oltretevere. Straparla, dimenticandosi di fare gli interessi di coloro che rappresenta in Parlamento: gli italiani onesti che pagano regolarmente le tasse ( sia atei che cattolici). Non i porporati dello stato del Vaticano.

E’ evidente il fatto che nessuno vuole denigrare la chiesa cattolica, che svolge magistralmente l’altissimo compito di missione sociale a cui e’ chiamata. Coloro che chiedono di far pagare l’ICI agli enti della chiesa che svolgono attivita’ commerciali vogliono colpire chi nella situazione attuale ci sguazza, arricchendosi all’ombra dei fedeli. Si porta avanti una battaglia di civilta’ che vorrebbe stanare gli ampi privilegi da cui il nostro malconcio paese e’ infestato e zavorrato. Si vuole insomma capire cosa deve pagare Cesare, cosa non puo’ pagare Dio in quanto (giustamente) privilegiato e quanto deve devolvere qualche Cesare travestito da Dio che non salda i suoi conti con il fisco. Come dovrebbero fare tutti i cittadini onesti. Specialmente in tempi di crisi.

Le inchieste del partito Radicale, gli scandali di Propaganda Fide, dei Monsignori di sua Santita’, del Cardinale Crescenzio Sepe, del cardinale Michele Giordano, del Cardinale Marcinkus e dello Ior, la commistione tra apparati para religiosi come Comunione e Liberazione con affari molto terreni e poco celesti fanno presagire che qualche sacca di irregolarita’ si nasconde anche sotto qualche campanile. Questi casi vanno scovati e sanati. Il governo Monti dovrebbe farsene carico per non rischiare di delegittimare i forti sacrifici che sono stati richiesti. A tanti . Ma non ha tutti. La manovra e’ stata condensata in un decreto denominato “Salva –Italia” non “Salva Vaticano”. Mario Monti dovrebbe saperlo.

La Binetti (la stessa che per la cronaca va in giro dicendo che pedofilia ed omosessualita’ sono la stessa cosa) ha anche dichiarato ”La Chiesa non ha interesse a bluffare su una cosa che potrebbe infangarla, come il pagamento delle tasse. Anzi lo Stato dovrebbe ringraziare per tutto quello che fa per esempio nel turismo”. I riconoscimenti sono dovuti e lo ribadiamo: “ ringraziamo la Chiesa per la sua opera morale e storica”, ma quanto a bluff mal celati meglio tralasciare.

Oppure vogliamo parlare delle cantonate prese dalle gerarchie eccclesiastiche di cui l’esenzione ICI potrebbe essere l’ultima di una lunga serie?

Il processo di riabilitazione della figura di Galileo Galilei che e’ stato portato a termine solamente a distanza di secoli, oppure la piaga dei preti pedofili che e’ stata riconosciuta a seguito di una pressante campagna stampa, non hanno insegnato nulla?

Chi sono Paola Binetti e Marco Tarquinio , il direttore del Giornale dei Vescovi ( che in questi giorni sta denigrando coloro che chiedono un po’ di chiarezza) per difendere la Chiesa? Con il loro operato e le loro parole delegittimano l’istituzione che vorrebbero salvaguardare.

Un noto politico cattolico diceva “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, anche in questo sembra che pensando male si sia toccato un tasto dolente.

Una Chiesa solamente sfiorata dall’accusa di godere di alcuni privilegi indebiti non fa comodo a nessuno. Come spesso accade il gregge e’ molto piu’ avanti dei pastori ( e dei cani pastore) che pretendono di giudarlo. Speriamo se ne rendano conto

Comments
One Response to “La Binetti: “ non esistono privilegi su Ici e Chiesa”. Da che pulpito viene la predica?”
  1. Esaki scrive:

    Non dimentichiamo che i finanziamenti dello Stato alla Chiesa nascono a suo tempo per rimediare ai disastri provocati dalle vergognose leggi sull’eversione dell’asse ecclesiastico (1866-67).
    Se vogliamo sospendergli i finanziamenti e le agevolazioni dovremmo garantirle la possibilità di mantenersi da sola come faceva prima: che facciamo, restituiamo Lazio, Umbria e Marche?
    Suvvia, siamo seri. La Chiesa assolve a funzioni sociali che il settore pubblico non riesce a svolgere a causa di difetti organizzativi e mancanza di fondi. Se la Chiesa è in grado di sostituirsi ai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo Stato laddove questi sono incapacidi agire, sarebbe assurdo che venisse penalizzata. Anzi, semmai dovrebbe ricevere, oltre a encomi, anche dei congrui contributi e non soltanto l`esenzione fiscale.
    Lo stesso discorso vale per gli oratori e le scuole materne. I primi sono luoghi di aggregazione giovanile che nessun altro ente all’infuori delle parrocchie mette a disposizione dei ragazzi, tranne forse i centri sociali che però, consentitemi, sono cose ben diverse e non apprezzabili sotto il profilo educativo e della ricreazione. Tra l’altro, i centri sociali dispongono gratuitamente di locali dei Comuni, quindi non pagano l’Ici. E perché dovrebbero pagarla gli oratori?

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