Italia-Germania, vince la retorica. Buona per una volta

ermanno-scervino

Sono esplose le piazze italiane, le penne dei commentatori ed i siti internet. Quello che è successo la notte del 28 giugno non è facile che accada tutti i giorni. La vittoria della nazionale di Prandelli, ed il successo ottenuto dal governo italiano al consiglio europeo di giovedì scorso erano due risultati difficili da ottenere, soprattutto in tempi di catastrofi, di sfighe e crisi varie. Entrambi gli obiettivi però sono stati portati a casa, e per un attimo l’euforia ed un pizzico di speranza hanno pervaso tutti quanti. Tifosi, giornalisti, ministri, capi partito, il capo dello Stato. Nessuno escluso

Quello che è successo rappresenta una scossa di adrenalina, per un paese come in nostro da troppo tempo un pò in letargo, un pò in anestesia totale. Non si sa quanto durerà, e se durerà. Lunedì i mercati potrebbero punirci di nuovo, ma la nostra finale ( se continua così) l’abbiamo già vinta. Il semplice fatto che l’Italia abbia dominato calcisticamente e politicamente un avversario tetragono come la Germania vuol dire che (nonostante tutto) siamo ancora vivi. Non siamo le solite macchiette con cui ci rappresentano e con cui amiamo farci rappresentare. Non siamo solo calcio corrotto, pizza, mandolino, Schettino , Berlusconi e Cicciolina. Siamo anche Balottelli, Monti, e Draghi. Ed in attacco siamo implacabili. Cuore, coraggio e cervello dosati con estro e creatività, sono risultati irresistibili nonostante quello che dicono di noi i nostri detrattori. Fuori e dentro il paese.

Quello che è avvenuto sull’asse Kiev Bruxelles, è qualcosa di grande che pur colmo di retorica ha una forza ed una carica simbolica di cui si sentiva il bisogno. L’uno due Monti – Balotelli per un attimo ha reso onore a quello che siamo o sappiamo essere. Soprattutto nei momenti di difficoltà.

Per una notte ha vinto l’italia migliore. Quella che è orgogliosa di riconoscersi in Mario Balotelli. Quella silenziosa che si è messa dietro Monti ed ha capito il senso dei sacrifici imposti. Quella che ha compreso per tempo che per battere i tedeschi non basta insultare, ma essere competitivi e riformare ove possibile. Nel calcio come in economia.

Ha perso l’Italia dei gufi e del pessimismo ad ogni costo. I vari Travaglio che tifavano Germania pur di punire il pallone di calciopoli. I vari populisti e demagoghi tipo Grillo e Berlusconi che scommettevano sulla fine dell’Europa e pur di racimolare qualche voto, fomentavano le masse contro l’Euro. Da oggi il loro compito sarà più difficile.

Ma soprattutto hanno fallito i leghisti che giovedì quando Mario Balottelli incornava il portiere tedesco avevano un travaso di bile e mentre noi domenica ci contenderemo il titolo europeo con la Spagna loro decideranno il successore di Bossi che dovrebbe essere Bossi stesso.

Visto che la deberlusconizzazione dell’Italia sta andando a buon fine si può di nuovo dire forte e chiaro FORZA ITALIA! Siamo tutti con te, fino alla fine, fino all’ultimo minuto della partita di domenica , ed anche oltre.

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